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È dall'anno 1996 (caduta del regime dittatoriale di Mobutu) che centinaia di migliaia di congolesi "liberati" (in realtÓ "occupati") da un esercito di "stranieri" hanno trovato rifugio in Tanzania, da sempre paese aperto ai rifugiati di ogni guerra africana.

Questa moltitudine di esseri umani è collocata nelle vicinanze del Lago Tanganika che fa da confine naturale fra la Tanzania e l'ex Zaire.

Dopo più di otto anni le varie organizzazioni mondiali hanno progressivamente abbandonato i profughi, richiamati da altrove da nuove guerre.

L'attuale popolazione dei rifugiati riceve attualmente dall'UNHCR delle razioni alimentari ai livelli minimi di sopravvivenza.

L'assistenza sanitaria è rimasta appaltata alla Croce Rossa Tanzaniana, priva di mezzi (medicinali, strumenti, personale) e di fondi.
La mortalità nei campi è altissima ed è dovuta a malattie sia gravi che banali, ma che potrebbero essere debellate da adeguate cure mediche.

Nel solo campo di Nyarugusu, del quale le fotografie esposte sono una testimonianza, sono alloggiati più di 12.000 giovani (da 0 a 16 anni) che non hanno alcuna speranza di rientrare a breve in Patria, né di avere un futuro.

Nei progetti di Afrika Twende rientra il sostegno agli studi nella scuola all'interno del campo (stipendi agli insegnanti, quaderni e materiali scolastici), l'aiuto alle donne che si sono riunite in una specie di "cooperativa" per cui, partendo da una somma inizialmente avuta in dono, hanno iniziato attività commerciali in modo da permettere agli uomini di comprare sementi e attrezzature agricole e in modo da poter affittare terreni dai Tanzaniani per sviluppare l'agricoltura.